I progetti di Via XX Settembre per la costruzione della manovra d’autunno iniziano a preoccupare i professionisti, le imprese e tutti i cittadini.

Dalle dichiarazioni del Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, è emerso che ci saranno, tra gli altri: tagli agli sconti fiscali, stretta alle quattordicesime dei pensionati all’estero e l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche ai rapporti commerciali fra privati.

La manovra dovrà tener conto anche delle clausole di salvaguardia che, senza nessun intervento, potrebbero far aumentare l’aliquota iva agevolata dal 10% all’ 11,5% e quella ordinaria dal 22% al 25%.

La prossima legge di bilancio dovrà rispettare anche alcuni impegni già presi dall’esecutivo, tra cui il rinnovo del contratto del pubblico impiego, che costerà circa 1,5 miliardi di euro.

Le esigenze preelettorali del governo e delle forze politiche, chiamate all’esame della manovra e della sua approvazione in Parlamento, potrebbero far aumentare ulteriormente le spese a beneficio di alcune categorie per non perdere consenso elettorale.

Queste le incognite politiche che potrebbero essere un vero ostacolo al rientro dal deficit, uno stimolo all’aumento del nostro debito e un freno alla crescita del Pil.

                                                  Gerardo Valentini