Alla Camera la nuova legge elettorale è stata affossata con voto “quasi” segreto, dai due partiti che rappresentano la maggioranza degli elettori Italiani.

Un errore del Presidente Laura Boldrini, ha sconfessato alcuni dei deputati pentastellati e del PD, che hanno votato l’opposto di quello che avevano assicurato in Commissione, il tutto è emerso sul tabellone che troneggia nell’emiciclo.

Negli ultimi giorni pareva che finalmente i partiti avessero raggiunto un accordo per dotare anche il nostro Paese di una legge elettorale, ma quando si è trattato di approvare in aula le regole comuni, è venuto meno l’interesse generale.

Così i Parlamentari del M5s non hanno rispettato le scelte dei loro elettori, che in una votazione in rete avevano approvato solo pochi giorni prima quella legge elettorale. Il PD non è riuscito a limitare le faide interne al loro partito, causando di fatto con i franchi tiratori l’affossamento della legge. Cosicchè chi pensava di andare alle urne in autunno si rassegni, manca la volontà di almeno due dei partiti con maggiore consenso elettorale, e il tempo per votare una legge che soddisfi tutti.

Possiamo ancora chiamare “democratici” questi comportamenti? Possiamo ancora credere alla narrazione dei grillini duri e puri?

Aspettando una legge elettorale che tenga conto dei cittadini, prendiamo atto con favore, che l’affossamento dell’accordo sulla legge elettorale e con la prospettiva delle elezioni anticipate che si allontana, la Borsa vola, lo spread crolla e gli investitori a cui non piace l’incertezza delle urne, hanno fatto incetta dei titoli Italiani.

Gerardo Valentini