L’Istat ieri ha aggiornato le stime sulla crescita del Pil. Secondo i dati diffusi il Pil italiano nel secondo trimestre 2017 è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

La variazione acquisita per il 2017 nel Documento di Economia e Finanza è pari all’1,2%, e ipotizzando un tasso di crescita nel terzo e quarto trimestre analogo a quello dei primi due periodi, si potrebbe raggiungere il traguardo dell’1,5%.

Un incremento prodotto da industria, servizi e domanda interna, in linea con le previsioni del Fmi, della Banca d’Italia e di altri istituti.

Soddisfatto il premier Paolo Gentiloni che ha scritto su twitter “una buona base per rilanciare economia e posti di lavoro”.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che l’incremento dello 0,4% corrisponde a una crescita dell’1,5% rispetto al livello raggiunto nel secondo trimestre del 2016.

Il ministro ha poi ribadito che le “ poche risorse a disposizione nella manovra verranno utilizzate per incentivare le assunzioni dei giovani che cercano lavoro “.

Le opposizioni commentano in modo negativo i dati diffusi dall’Istat, sottolineando che l’Italia sta beneficiando della crescita dell’economia globale e non delle azioni del Governo.

I dati sono in parte positivi, ma la distanza con il resto dell’Europa è ampia, la crescita su base annua vede l’Olanda al 3,8%, la Spagna al 3,1%, la Germania al 2,1%, la Francia all’1,8%, la Gran Bretagna all’1,7% e l’Italia ultima all’1,5%.

L’auspicio è che la lunga campagna elettorale e una prevedibile manovra di spese improduttive non  vanifichi la pur minima ripresa economica che il nostro paese è riuscito a raggiungere a spese dei cittadini.

Gerardo Valentini