(Fuori le Mura)

Articolo di Orlando Felici

29 aprile 2013

Le elezioni amministrative del 26 e 27 maggio, valide per la nomina del nuovo Sindaco e del Consiglio Comunale di Roma Capitale, ormai sono alle porte, e la campagna elettorale si appresta ad entrare nella sua fase più calda.

Tralasciando i nomi dei grandi partiti, pronti a contendersi il Campidoglio fino all’ultimo voto e all’incognita del Movimento 5 Stelle, su cui potrebbe pesare la fase di stallo seguito alle elezioni nazionali, molte sono le liste civiche indipendenti che si presenteranno alle urne.

Certo, la crescita esponenziale di liste civiche e nuovi movimenti, ha come ragione principale il completo e innegabile fallimento della politica e della sua classe dirigente, ma non solo. Da più parti si respira in città un interesse nuovo nei confronti della sfera pubblica, non solamente legato alla protesta sterile e demagogica, ma strettamente connesso al desiderio di qualcosa di nuovo.

Coinvolgere i cittadini, rimetterli al centro della politica e della città. Un nuovo orizzonte che certifica un certo interesse, anche da parte dei più giovani, verso tutto ciò che fino a qualche mese fa dai più veniva visto come il male assoluto. Troppi gli scandali che, giorno dopo giorno, hanno allontanato la gente dalla politica, divenuta spesso solo sinonimo di soldi facili, carriera e potere.

Tra le varie liste civiche presenti alle prossime elezioni, spicca il Movimento Cantiere Italia, un movimento che si dichiara indipendente, equidistante dai partiti classici e trasparente, formato esclusivamente da cittadini, professionisti, dipendenti, impiegati, uniti esclusivamente, secondo le parole del Presidente Gerardo Valentini “dalla voglia di far tornare la politica in mezzo alla gente, farla uscire dai palazzi e riportarla per le strade e le piazze della città”.

Dando uno sguardo al programma presentato dal Movimento, molte le iniziative volte a favore dei cittadini. Sotto il segno della trasparenza e del cambiamento, definiti gli assi portanti del Cantiere, il movimento mette al centro del suo impegno politico il lavoro, la famiglia, l’efficienza del trasporto pubblico, l’abbattimento degli eccessi della burocrazia, la ridistribuzione delle risorse comunali e l’incremento delle nuove tecnologie nell’amministrazione pubblica. Tutto in nome di una riduzione drastica degli sprechi e di una gestione più oculata dei soldi pubblici.

Un programma ambizioso, che molti potrebbero definire utopistico e irrealizzabile, considerando soprattutto le pessime condizioni in cui verte il Campidoglio, “ma il desiderio di poter far qualcosa di buono per questa città”, come sostiene Valentini, “superando definitivamente le vecchie ideologie, guidati solamente dalla prospettiva di un cambiamento concreto delle condizioni di vita del cittadino romano ci ha dato la spinta necessaria per metterci in gioco”.

“Quando siamo partiti” – continua il Presidente del Movimento – “eravamo poche persone a credere in questo progetto, e solo il pensiero di raccogliere le firme necessarie per presentarci alle elezioni, sembrava una chimera, un ostacolo impossibile da oltrepassare. Invece, l’entusiasmo della gente che piano piano si è avvicinata a noi, con interesse e passione sempre crescenti, ha reso possibile ciò che sembrava un sogno. Noi non vinceremo le elezioni e non cercheremo voti con promesse e proclami tipici del periodo pre-voto. Non è questo il nostro obiettivo. Abbiamo le nostre idee e i nostri valori, che alla fine sono quelli delle persone comuni. Bisogna ricominciare a pensare che la politica non può fare a meno della gente”.